Linea vita o punti di ancoraggio: cosa scegliere?

· Riwega Swiss GmbH

I punti di ancoraggio singoli secondo EN 795 tipo A sono adatti a lavori puntuali in pochi punti noti. Non appena occorre mettere in sicurezza un percorso di manutenzione continuo, è preferibile una linea vita di tipo C – e un binario di tipo D con poco tirante d’aria.

La decisione non dipende dal prodotto ma dal percorso: quanta strada deve percorrere sul tetto la persona assicurata, e con quale frequenza? Salire a un comignolo significa lavorare in un punto fisso. Percorrere un campo fotovoltaico o costeggiare un parapetto significa fare un tragitto — senza doversi sganciare, perché ogni sgancio è un istante senza protezione. Da questa differenza discende tutto il resto: il numero di punti, la lunghezza del cordino e il tirante d’aria necessario sotto il bordo di caduta. Quale tipo sia ammesso per quale impiego lo spiega l’articolo sui tipi secondo EN 795.

Quando sono sufficienti singoli punti di ancoraggio?

I singoli punti di ancoraggio sono la soluzione giusta quando le postazioni di lavoro sono note, poche e chiaramente delimitate, e quando l’intera area di lavoro può essere raggiunta dal punto con il cordino.

I casi tipici sono la pulizia del camino, il controllo di un apparecchio di ventilazione, l’assistenza a un inverter o la pulizia di una cupola di illuminazione. Ove possibile il punto viene collocato in modo da ottenere un sistema di trattenuta, cosicché il bordo di caduta non possa nemmeno essere raggiunto. I punti di ancoraggio SafeGuard di Riwega coprono i supporti più comuni – calcestruzzo, tavolato in legno, lamiera grecata, aggraffatura – e sono certificati, a seconda del prodotto, secondo EN 795:2012 e CEN/TS 16415:2013, il SafeGuard AP 2 per esempio fino a quattro persone.

Lo svantaggio emerge non appena più punti si susseguono: tra due punti occorre sganciarsi e riagganciarsi, e più questo cambio è frequente, maggiore diventa la probabilità di un utilizzo scorretto.

Quando conviene una linea vita secondo EN 795 tipo C?

Una linea vita conviene non appena occorre mettere in sicurezza un percorso continuo sul tetto o lungo la facciata – per esempio verso una serie di elementi tecnici in copertura, lungo una passerella o su un’intera superficie fotovoltaica.

Nel SafeGuard Line la fune in acciaio inossidabile Corda da 8 mm in V4A, con un carico di rottura di almeno 36 kN, costituisce la guida orizzontale. I kit Set Control Single e Double mantengono costante la tensione, assorbono energia con l’ammortizzazione della forza di arresto e segnalano tramite un morsetto con indicatore di caduta se l’impianto è stato sollecitato; il Set Control Single è concepito per tratte rettilinee fino a 30 metri lineari. I supporti intermedi sormontabili Corda Holder e gli angoli Corner Plus permettono di passare senza sganciarsi. Il sistema è certificato secondo EN 795:2012 tipo C/E e UNI 11578:2015.

Il vantaggio decisivo è di ordine pratico: chi si è agganciato una volta e può percorrere l’intero tragitto non ha motivo di sganciarsi nel frattempo. In compenso una linea vita richiede più progettazione – campate, freccia della fune in caso di caduta e tirante d’aria sotto il bordo di caduta devono essere coerenti.

Quando un sistema a binario di tipo D è la scelta migliore?

Un sistema a binario secondo EN 795 tipo D guida il cursore in un binario rigido anziché su una fune tesa. Poiché la freccia viene meno, la corsa di caduta resta breve – aspetto decisivo ovunque sotto il bordo di caduta ci sia poco spazio libero.

I casi tipici sono le applicazioni sopratesta nei capannoni, i tracciati in facciata e i percorsi di manutenzione lungo gli impianti. Il prezzo da pagare è un impegno maggiore: più punti di fissaggio e una sottostruttura portante per tutta la lunghezza. La scelta si decide soprattutto in base al tirante d’aria disponibile; una panoramica è offerta dalle linee vita e binari.

Quali criteri decidono nel progetto concreto?

Cinque criteri portano nella pratica alla decisione: la lunghezza del percorso da mettere in sicurezza, la frequenza dei passaggi, il numero di persone assicurate contemporaneamente, il supporto e la questione se l’impermeabilizzazione possa essere perforata.

Più lungo è il percorso e più frequenti i passaggi, più il bilancio depone a favore di una linea vita: un tetto sul quale si sale due volte l’anno per un controllo del camino pone requisiti diversi rispetto a una superficie fotovoltaica pulita regolarmente. Conta anche il numero di persone, poiché la EN 795:2012 considera l’utilizzo da parte di una sola persona; per più persone contemporaneamente il dispositivo di ancoraggio deve essere certificato anche secondo la CEN/TS 16415. Il quadro resta lo stesso: per altezze di caduta superiori a 2 metri l’ordinanza sui lavori di costruzione (OLCostr) esige misure contro le cadute e, per i lavori sui tetti, misure supplementari a partire da 3 metri di altezza di caduta alla gronda – e prima di ogni soluzione con dispositivi di protezione individuale occorre verificare se un parapetto, come protezione collettiva, non sia la risposta migliore.

Che ruolo hanno supporto e fissaggio?

Il supporto decide spesso più rapidamente della lunghezza del tetto: calcestruzzo, tavolato in legno, lamiera grecata e aggraffatura richiedono fissaggi diversi, e non ogni punto di ancoraggio è certificato per ogni supporto.

Su calcestruzzo i punti di ancoraggio e i montanti vengono fissati con tasselli meccanici o ancorati chimicamente; la gamma di fissaggio SafeGuard Fix di Riwega comprende tasselli in acciaio inossidabile, viti per calcestruzzo a testa esagonale, barre filettate e resina – da scoprire sotto accessori e fissaggio. Sui tetti metallici il manto può spesso essere preservato: SafeGuard Falz si serra sull’aggraffatura, SafeGuard Trapez viene fissato con rivetti ciechi su lamiera grecata e pannelli sandwich – entrambi impiegabili come punto di ancoraggio singolo e nella linea vita.

Così una domanda frequente si sposta: non è «fune o punto?» a decidere della perforazione dell’impermeabilizzazione, bensì la scelta del punto di ancoraggio e del suo fissaggio. Dove il manto di un tetto piano non deve essere aperto, resta un’opzione l’ancoraggio a zavorra secondo EN 795 tipo E – con limitazioni su pendenza del tetto e distanza dal bordo.

In cosa differiscono le due soluzioni nel controllo?

Entrambe le soluzioni devono essere controllate regolarmente da una persona competente; per SafeGuard Line il controllo è previsto con cadenza annuale secondo la targhetta identificativa. Nei punti singoli ogni punto viene valutato separatamente; nella linea vita si aggiungono tensione della fune, elemento di tensionamento e ammortizzazione, morsetto con indicatore di caduta, supporti intermedi e marcatura Safecheck – in compenso l’impianto è documentato come un tutt’uno.

Se la soluzione giusta siano punti di ancoraggio singoli, una linea vita o una combinazione dei due si rivela in modo affidabile solo sull’oggetto: dalla geometria del tetto, dai percorsi di manutenzione effettivi e dalla portata del supporto. La Riwega Swiss GmbH di Möhlin esamina i Suoi piani, esegue se necessario un sopralluogo e redige una proposta di sistema con documentazione completa per montaggio e controllo periodico – consulenza e offerta.

Domande frequenti

Posso ampliare in seguito punti di ancoraggio singoli in una linea vita?

Spesso sì, a condizione che i punti siano certificati per questo impiego. Diversi punti di ancoraggio SafeGuard sono certificati sia secondo EN 795:2012 tipo A sia tipo C e possono fungere da montanti di una linea vita, per esempio il SafeGuard AP 2. Restano determinanti le prescrizioni del produttore su distanze, forze e supporto: l’ampliamento va quindi sempre progettato.

Quante persone possono lavorare contemporaneamente su una linea vita?

È indicato nella scheda tecnica e sulla targhetta identificativa dell’impianto. La EN 795:2012 considera una sola persona; per l’uso contemporaneo da parte di più persone il sistema deve essere certificato anche secondo la CEN/TS 16415. Nei punti di ancoraggio SafeGuard l’ammissione va da una a quattro persone a seconda del prodotto e del supporto.

Una linea vita deve perforare l’impermeabilizzazione del tetto?

Non necessariamente. Sulle coperture ad aggraffatura punti di ancoraggio come SafeGuard Falz si serrano direttamente sull’aggraffatura senza aprire il manto. Sui tetti piani con impermeabilizzazione intatta i sistemi a zavorra secondo EN 795:2012 tipo E sono una possibilità – con prescrizioni su pendenza del tetto, zavorra e distanza dal bordo.

Cosa sconsiglia molti punti singoli su un tetto lungo?

Soprattutto l’utilizzo: tra due punti occorre sganciarsi e riagganciarsi, e così nascono momenti non assicurati o manovre errate. Una linea vita secondo EN 795:2012 tipo C permette di agganciarsi una sola volta e percorrere l’intero tragitto. Inoltre un impianto continuo viene documentato e controllato come un tutt’uno.

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