Glossario anticaduta e involucro edilizio
I termini tecnici dell’anticaduta e dell’involucro edilizio definiti in modo comprensibile — dal punto di ancoraggio al valore Sd. Ogni definizione è utilizzabile autonomamente e riferita alla pratica svizzera.
- Barriera al vapore
- Una barriera al vapore riduce al minimo il passaggio del vapore acqueo e garantisce il piano di tenuta all’aria dell’involucro edilizio; i suoi valori Sd vanno da 40 a 3000 m. Si impiega ovunque il passaggio del vapore debba essere praticamente bloccato: su tetto, parete e soffitto, come protezione interna dell’isolamento di pareti in cemento armato oppure sotto la platea di fondazione in calcestruzzo come barriera anti radon. Per approfondire: Teli e freni al vapore →
- Bordo di caduta
- Il bordo di caduta è la linea oltre la quale una persona può precipitare nel vuoto, ad esempio il bordo del tetto, il bordo di una soletta o il perimetro di un’apertura nel pavimento. È il riferimento centrale di ogni pianificazione anticaduta: da esso si determinano le distanze di sicurezza, i tracciati delle funi e il dimensionamento dei sistemi di trattenuta o di arresto caduta. Nella prassi svizzera le zone vicine al bordo di caduta sono considerate a rischio di caduta anche se vi si lavora solo per breve tempo. Le superfici non resistenti allo sfondamento, come cupole di illuminazione o lastre in fibrocemento, vengono trattate come bordi di caduta.
- CEN/TS 16415
- La CEN/TS 16415 è una specifica tecnica europea che integra la norma EN 795 e stabilisce i requisiti dei dispositivi di ancoraggio per l’uso simultaneo da parte di più persone. Definisce le relative procedure di prova e ipotesi di carico più elevate per l’utilizzo multiplo. In Svizzera la marcatura secondo CEN/TS 16415 è rilevante quando, ad esempio, due persone lavorano insieme su una linea vita a fune. Nella pianificazione di un sistema anticaduta occorre quindi sempre stabilire per quanti utilizzatori simultanei il sistema deve essere dimensionato. Per approfondire: EN 795 tipi da A a E spiegati in modo semplice →
- Dispositivo di ancoraggio tipo E (corpo morto)
- Un dispositivo di ancoraggio di tipo E secondo EN 795:2012 è un ancoraggio a corpo morto che tiene unicamente grazie alla propria massa e all’attrito sulla superficie del tetto, senza perforare il manto di copertura. È adatto a tetti piani quasi orizzontali, con pendenza ridotta e distanza sufficiente dal bordo di caduta. Poiché l’impermeabilizzazione del tetto non viene forata, in Svizzera il tipo E è un’apprezzata soluzione di adeguamento su tetti piani esistenti, ad esempio per la manutenzione di impianti tecnici o fotovoltaici. Le indicazioni del produttore su pendenza del tetto, supporto e distanza dal bordo devono essere tassativamente rispettate. Per approfondire: EN 795 tipi da A a E spiegati in modo semplice →
- DPI anticaduta (PSAgA)
- DPI anticaduta (in tedesco PSAgA) indica i dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto; come sistema comprende almeno un’imbracatura anticaduta secondo EN 361, un cordino con assorbitore di energia e un connettore verso il punto di ancoraggio. In Svizzera l’ordinanza sui lavori di costruzione (OLCostr) e la Suva richiedono l’impiego dei DPI anticaduta ovunque non sia possibile una protezione collettiva. Gli utilizzatori devono essere istruiti e per l’eventualità di una caduta serve un piano di salvataggio. L’attrezzatura va controllata prima di ogni impiego e verificata almeno una volta all’anno da una persona competente. Per approfondire: Protezione collettiva vs protezione individuale: perché il parapetto viene prima dei DPI anticaduta →
- EN 795
- La EN 795:2012 è la norma europea sui dispositivi di ancoraggio, determinante anche nella prassi normativa svizzera. Distingue cinque tipi: A (punti di ancoraggio fissi), B (dispositivi temporanei trasportabili), C (sistemi orizzontali a fune), D (sistemi fissi a binario) ed E (ancoraggi a corpo morto). La norma disciplina i requisiti e le procedure di prova per l’utilizzo da parte di una persona. Per l’uso simultaneo da parte di più persone è integrata dalla specifica tecnica CEN/TS 16415. Per approfondire: EN 795 tipi da A a E spiegati in modo semplice →
- Facciata ventilata (VHF)
- La facciata ventilata (VHF) è una tecnica costruttiva di facciata in cui il rivestimento esterno viene distanziato dalla muratura portante mediante una sottostruttura con staffe murali; tra isolamento e rivestimento l’aria circola in un’intercapedine di ventilazione. Questa tecnica separa costruttivamente la protezione dagli agenti atmosferici e l’isolamento termico ed è considerata particolarmente durevole e sicura dal punto di vista della fisica delle costruzioni. Le staffe murali trasferiscono i carichi del rivestimento alla struttura portante e determinano al contempo l’effetto di ponte termico della costruzione. Per la facciata ventilata Riwega Swiss GmbH fornisce le staffe murali SPIDI e i profili CONPRO-F come sistema di sottostruttura. Per approfondire: Facciata ventilata: stratigrafia e sottostruttura →
- Freno al vapore
- Un freno al vapore è il telo interno di una stratigrafia di tetto o parete: limita l’ingresso del vapore dagli ambienti ma lascia asciugare la struttura – la soluzione standard per le stratigrafie coibentate di tetto e parete. I freni al vapore a valore Sd fisso si collocano fra 2 e 20 m; nei teli igrovariabili con film funzionale in poliammide il valore Sd varia secondo il tipo fra 0,2 e 25 m. Per approfondire: Teli e freni al vapore →
- Freno al vapore igrovariabile
- Un freno al vapore igrovariabile lavora con un film funzionale igrovariabile in poliammide e regola il passaggio del vapore in funzione di temperatura e umidità: chiuso d’inverno, aperto d’estate, affinché l’umidità entrata possa asciugare verso l’interno. Questo facilita la riasciugatura della struttura nei mesi estivi. A seconda del tipo copre campi Sd da 0,2 a 25 m; si impiega con le strutture in legno e nelle ristrutturazioni con coibentazione interna. Per approfondire: Il valore Sd spiegato: traspirante, freno o barriera al vapore? →
- Linea vita / sistema di sicurezza a fune
- Una linea vita, detta anche sistema di sicurezza a fune, è un dispositivo di ancoraggio orizzontale secondo EN 795:2012 tipo C, con una fune flessibile in acciaio inossidabile tesa tra supporti sulla superficie del tetto. L’utilizzatore si aggancia con un carrello o cursore e può muoversi lungo il bordo di caduta senza doversi staccare e riagganciare. Per l’uso simultaneo da parte di più persone si applica in aggiunta la specifica tecnica CEN/TS 16415. In Svizzera i sistemi a fune sono la soluzione standard per i lunghi percorsi di manutenzione sui tetti piani, ad esempio lungo gli impianti fotovoltaici. Per approfondire: Linee vita & binari →
- Ordinanza sui lavori di costruzione (OLCostr)
- L’ordinanza sui lavori di costruzione (OLCostr) è l’ordinanza svizzera sulla sicurezza e la protezione della salute dei lavoratori nei lavori di costruzione ed è la base legale centrale per la protezione anticaduta sui cantieri svizzeri. Esige in linea di principio misure contro le cadute oltre i 2 m di altezza di caduta e disciplina tra l’altro protezione laterale, ponteggi di ritenuta, ponteggi e lavori sui tetti; per i lavori sui tetti valgono requisiti supplementari a partire da 3 m di altezza di caduta sul bordo di gronda. La versione sottoposta a revisione totale è in vigore dal 1° gennaio 2022. L’esecuzione compete in misura determinante alla Suva, integrata dalle direttive della CFSL. Per approfondire: Quando è obbligatoria la protezione anticaduta in Svizzera? →
- Parapetto d’attico
- L’attico è il bordo perimetrale rialzato di un tetto piano rispetto alla superficie di copertura e influisce in modo determinante sulla pianificazione anticaduta. Se l’attico raggiunge un’altezza sufficiente di circa un metro, può fungere da protezione collettiva e rendere superflue, a seconda dei casi, misure supplementari lungo il bordo del tetto. Con attici più bassi sono necessari parapetti, sistemi a fune o punti di ancoraggio. In Svizzera l’altezza determinante si misura dalla superficie del tetto praticabile, inclusi strato di ghiaia o inverdimento.
- Persona competente
- Una persona competente è un professionista che, grazie alla sua formazione, esperienza e conoscenza delle norme e delle indicazioni dei produttori, è autorizzato a valutare e controllare i dispositivi di ancoraggio e i dispositivi di protezione individuale anticaduta. Esegue la verifica periodica almeno annuale, documenta lo stato dei sistemi e decide sulla loro ulteriore utilizzabilità. In Svizzera la prassi di controllo si basa sulle indicazioni dei produttori, sulla serie di norme legate alla EN 795 e sulle pubblicazioni della Suva. La documentazione dei controlli serve a proprietari di immobili e datori di lavoro come prova dell’adempimento dell’obbligo di manutenzione. Per approfondire: Controllo dei punti di ancoraggio: manutenzione, intervalli di controllo e obblighi dei proprietari →
- Ponteggio di ritenuta
- Un ponteggio di ritenuta è una protezione collettiva temporanea installata in gronda sui tetti inclinati, che trattiene persone e materiali in caso di scivolamento. In Svizzera l’ordinanza sui lavori di costruzione (OLCostr) richiede, per i lavori sui tetti, misure di protezione adeguate a partire da 3 m di altezza di caduta sul bordo di gronda; con pendenze più ripide valgono requisiti più severi. Il ponteggio di ritenuta è costituito da impalcato, parete di protezione o rete di ritenuta e viene montato prima dell’inizio dei lavori sul tetto. Protegge tutte le persone attive sul tetto senza dispositivi di protezione individuale. Per approfondire: Ponteggio, protezione laterale o rete: cosa e quando? →
- Protezione collettiva
- La protezione collettiva indica i sistemi anticaduta che proteggono contemporaneamente tutte le persone presenti nella zona di pericolo, senza necessità di dispositivi di protezione individuale o di istruzioni particolari. Ne fanno parte parapetti, protezioni laterali, ponteggi di ritenuta e reti di sicurezza. In Svizzera, secondo l’ordinanza sui lavori di costruzione (OLCostr) e la prassi della Suva, la protezione collettiva ha per principio la priorità sulle misure individuali con DPI anticaduta. Per questo viene sempre valutata per prima nella pianificazione dei lavori edili e dei piani di manutenzione permanenti. Per approfondire: Protezione collettiva vs protezione individuale: perché il parapetto viene prima dei DPI anticaduta →
- Protezione individuale
- La protezione individuale è la messa in sicurezza anticaduta di singole persone mediante dispositivi di protezione individuale anticaduta (DPI anticaduta), agganciati a punti di ancoraggio, sistemi a fune o a binario. Si impiega quando la protezione collettiva non è tecnicamente possibile o è sproporzionata, ad esempio per interventi di manutenzione sporadici sui tetti. La protezione individuale presuppone utilizzatori istruiti, attrezzature controllate e un piano di salvataggio. In Svizzera le pubblicazioni della Suva e le direttive della CFSL concretizzano i requisiti per un impiego sicuro. Per approfondire: Protezione collettiva vs protezione individuale: perché il parapetto viene prima dei DPI anticaduta →
- Protezione laterale
- La protezione laterale è una protezione collettiva temporanea lungo i bordi di caduta ed è di regola composta da tre elementi: corrente principale, corrente intermedio e tavola fermapiede. I requisiti dei sistemi temporanei di protezione laterale sono disciplinati dalla norma europea EN 13374 con le classi A, B e C a seconda dell’inclinazione della superficie di lavoro. In Svizzera l’ordinanza sui lavori di costruzione (OLCostr) prescrive la protezione laterale in linea di principio oltre i 2 m di altezza di caduta. Si impiega su bordi di solette, tetti piani, aperture nei pavimenti e rampe di scale durante la fase di costruzione. Per approfondire: Protezione laterale & parapetti da tetto →
- Punto di ancoraggio
- Un punto di ancoraggio è un dispositivo di ancoraggio fissato stabilmente all’opera, al quale viene agganciato il dispositivo di protezione individuale anticaduta (DPI anticaduta). In Svizzera i punti di ancoraggio singoli si impiegano soprattutto su tetti piani, inclinati e metallici e sono testati secondo la EN 795:2012, per lo più come tipo A. Fungono da punto di trattenuta o di arresto caduta per lavori di manutenzione, pulizia e lattoneria. I punti di ancoraggio devono essere controllati periodicamente da una persona competente — di norma una volta all’anno; fanno stato le indicazioni del produttore. Per approfondire: Punti di ancoraggio →
- Rete di sicurezza
- Una rete di sicurezza è una protezione collettiva temporanea tesa sotto il posto di lavoro, che trattiene su un’ampia superficie le persone in caso di caduta. I requisiti di prodotto e le prove sono disciplinati dalla norma EN 1263-1, i requisiti di montaggio e installazione dalla EN 1263-2. In Svizzera le reti di sicurezza si impiegano soprattutto nella costruzione di capannoni ed edifici industriali nonché nei lavori di montaggio su grandi superfici di copertura. Consentono di lavorare liberamente senza ancoraggio con fune e devono essere montate da personale qualificato e controllate regolarmente. Per approfondire: Reti di sicurezza & di protezione →
- Sekurant
- Sekurant è una denominazione diffusa nell’edilizia svizzera per i punti di ancoraggio singoli sui tetti; deriva da un noto nome di prodotto e si è affermata come termine generico. Dal punto di vista tecnico il termine indica un dispositivo di ancoraggio secondo EN 795, tipicamente un ancoraggio a palo o a colonna con occhiello di aggancio per i DPI anticaduta. I Sekurant vengono montati su tetti piani, tetti inclinati e coperture in lamiera e assicurano le persone durante i lavori di manutenzione. Per progettazione, montaggio e controllo valgono gli stessi requisiti previsti per ogni punto di ancoraggio. Per approfondire: Punti di ancoraggio →
- Sistema anticaduta per scale fisse
- Il sistema anticaduta per scale fisse è una protezione contro le cadute sulle scale fisse: un dispositivo anticaduta di tipo guidato scorre su una linea di ancoraggio fissa, un binario o una fune, e assicura in permanenza l’utilizzatore durante la salita e la discesa. I requisiti dei dispositivi anticaduta di tipo guidato su linea di ancoraggio rigida sono disciplinati dalla serie di norme EN 353. Per gli accessi fissi a tetti e impianti è inoltre rilevante la EN ISO 14122 sui mezzi di accesso permanenti al macchinario. In Svizzera questi sistemi si impiegano tipicamente su scale fisse di grande altezza su facciate, camini, silos e impianti tecnici. Per approfondire: Scale fisse SafetyStep →
- Sistema di arresto caduta
- Un sistema di arresto caduta è una configurazione dei DPI anticaduta che ammette una caduta oltre il bordo, ma arresta in sicurezza la persona che cade e limita le forze che agiscono sul corpo. È composto da imbracatura anticaduta, cordino con assorbitore di energia o dispositivo anticaduta retrattile e un dispositivo di ancoraggio idoneo. Decisivi sono il tirante d’aria necessario sotto il bordo di caduta e la limitazione della forza di arresto tramite l’assorbitore di energia. Nella prassi svizzera, ove possibile, si pianifica invece un sistema di trattenuta che impedisce la caduta fin dall’inizio. Per approfondire: Linea vita o punti di ancoraggio: cosa scegliere? →
- Sistema di trattenuta
- Un sistema di trattenuta è una configurazione dei DPI anticaduta in cui la lunghezza della fune è limitata in modo che la persona assicurata non possa nemmeno raggiungere il bordo di caduta. La caduta è così esclusa e non occorre calcolare né altezza di caduta libera né fase di arresto. I sistemi di trattenuta sono la soluzione preferita sui tetti piani, dove punti di ancoraggio o sistemi a fune possono essere disposti a distanza sufficiente dal bordo. Sono considerati la forma più sicura di protezione individuale e nella prassi progettuale svizzera vengono preferiti al sistema di arresto caduta. Per approfondire: Linea vita o punti di ancoraggio: cosa scegliere? →
- Traspirante
- «Traspirante» significa che un telo lascia fuoriuscire l’umidità dalla costruzione – più il suo valore Sd è basso, più facilmente l’umidità fuoriesce. All’esterno, su tetto e parete, va un telo impermeabile e altamente traspirante; i teli di sottocopertura altamente traspiranti raggiungono valori Sd da 0,02 a 0,3 m. All’interno, invece, un freno al vapore limita l’ingresso del vapore dagli ambienti; dove il passaggio del vapore deve essere praticamente bloccato, interviene una barriera al vapore. Per approfondire: Il valore Sd spiegato: traspirante, freno o barriera al vapore? →
- Valore Sd
- Il valore Sd – lo spessore dello strato d’aria equivalente alla diffusione del vapore acqueo, espresso in metri – descrive quanto un telo frena il vapore acqueo: più il valore è basso, più facilmente l’umidità fuoriesce. Rende i teli confrontabili: dai teli di sottocopertura altamente traspiranti con Sd da 0,02 a 0,3 m, ai freni al vapore a valore fisso da 2 a 20 m, fino alle barriere al vapore da 40 a 3000 m; nel mezzo si collocano i teli igrovariabili, il cui valore Sd varia secondo il tipo fra 0,2 e 25 m. Il valore Sd da solo però non decide: oltre a esso, grammatura, garanzia e reazione al fuoco determinano la scelta. Per approfondire: Il valore Sd spiegato: traspirante, freno o barriera al vapore? →