Quando è obbligatoria la protezione anticaduta in Svizzera?

· Riwega Swiss GmbH

A partire da 2 metri di altezza di caduta, l’ordinanza sui lavori di costruzione (OLCostr) esige misure di protezione efficaci; per i lavori sui tetti valgono regole supplementari a partire da 3 metri di altezza di caduta alla gronda. Questa guida spiega cosa prescrivono la Suva e l’OLCostr, quando è ammesso l’uso dei DPI anticaduta e chi porta la responsabilità in cantiere.

Riwega Swiss GmbH, con sede a Möhlin, è specialista in protezioni anticaduta su tetti e facciate e risponde in questa guida alla domanda più frequente nella pratica: quando è obbligatoria la protezione anticaduta in Svizzera? La risposta in breve: nei cantieri l’ordinanza sui lavori di costruzione (OLCostr) esige misure di protezione efficaci a partire da un’altezza di caduta superiore a 2 metri; per i lavori sui tetti, a partire da 3 metri di altezza di caduta alla gronda sono prescritti dispositivi di ritenuta come un ponteggio di ritenuta. A completamento, la Suva con le sue regole vitali e la CFSL con le sue direttive definiscono il quadro per l’attuazione nelle aziende.

A partire da quale altezza la protezione anticaduta è obbligatoria?

In Svizzera, secondo l’ordinanza sui lavori di costruzione (OLCostr), le protezioni anticaduta nei cantieri sono in linea di principio obbligatorie a partire da un’altezza di caduta superiore a 2 metri: i punti non protetti come bordi di solette, aperture o piattaforme di lavoro devono essere messi in sicurezza da questa altezza con una protezione laterale a tre elementi – corrente principale, corrente intermedio e tavola fermapiede – o con misure equivalenti. Dove un parapetto non è realizzabile, si ricorre a reti di sicurezza secondo EN 1263, a ponteggi di ritenuta o a una protezione laterale temporanea secondo EN 13374.

Importante: il limite dei 2 metri non è una soglia al di sotto della quale tutto è permesso. In presenza di pericoli particolari – per esempio lavori sopra l’acqua, sopra macchine in funzione o lungo vie di circolazione – le misure di protezione possono essere necessarie già ad altezze inferiori. Le aperture nei pavimenti e nelle pareti attraverso le quali una persona può cadere devono essere coperte o dotate di protezione laterale, indipendentemente dall’altezza di caduta.

Situazioni tipiche con obbligo di messa in sicurezza:

  • lavori su bordi di solette e bordi di caduta oltre i 2 m di altezza di caduta
  • lavori sul tetto a partire da 3 m di altezza di caduta alla gronda
  • lavori in prossimità di cupole di illuminazione e superfici non resistenti alla rottura
  • aperture nei pavimenti e nelle pareti, pozzi e vani
  • lavori sopra l’acqua o vie di circolazione già ad altezze inferiori

Cosa vale per i lavori sul tetto secondo l’OLCostr?

Per i lavori sul tetto l’OLCostr esige, a partire da 3 metri di altezza di caduta alla gronda, misure in grado di arrestare una caduta oltre il bordo del tetto – di regola un ponteggio di ritenuta con ponte da lattoniere – e, sulle superfici non resistenti alla rottura come le lastre in fibrocemento o le cupole di illuminazione, una protezione supplementare contro lo sfondamento indipendentemente dall’altezza. Non conta solo l’altezza: anche la pendenza del tetto, lo stato della superficie e le condizioni meteorologiche influenzano le misure necessarie. Più il tetto è ripido, più severi sono i requisiti per i dispositivi di ritenuta e le postazioni di lavoro.

Particolarmente a rischio di infortunio sono le superfici non resistenti alla rottura: lastre traslucide, cupole di illuminazione e vecchie coperture in fibrocemento sembrano portanti, ma cedono sotto il peso di una persona. Qui l’OLCostr esige misure contro lo sfondamento – per esempio coperture, reti di protezione secondo EN 1263 o rivestimenti che ripartiscono i carichi. Riwega Swiss propone a questo scopo, tra l’altro, reti per cupole di illuminazione e telai con rete per la protezione del tetto.

Quando sono sufficienti i DPI anticaduta?

I dispositivi di protezione individuale contro le cadute (DPI anticaduta) sono ammessi in Svizzera solo quando misure collettive come ponteggi, protezione laterale o reti di sicurezza non sono tecnicamente possibili o risultano sproporzionate – tipicamente per lavori di breve durata e di entità limitata – e presuppongono punti di ancoraggio idonei, personale istruito e un salvataggio pianificato. Vale la gerarchia delle misure: protezione collettiva prima della protezione individuale. Solo quando parapetto, ponteggio o rete non sono realizzabili si può ricorrere all’assicurazione con fune. Servono allora dispositivi di ancoraggio certificati secondo EN 795:2012, un’istruzione documentata del personale e un piano di salvataggio, affinché una persona caduta possa essere liberata rapidamente dall’imbracatura.

Per i tetti utilizzati in modo permanente si raccomanda l’equipaggiamento fisso con punti di ancoraggio o sistemi a fune – per esempio della linea SafeGuard di Riwega Swiss –, in modo che i successivi lavori di manutenzione possano essere eseguiti in sicurezza in qualsiasi momento. Per accessi sicuri a macchine e superfici del tetto, la serie di norme EN ISO 14122 stabilisce inoltre requisiti per i mezzi di accesso fissi come scale e parapetti.

Chi è responsabile: datore di lavoro, committente o progettista?

La responsabilità principale per la sicurezza sul lavoro spetta al datore di lavoro: secondo la legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF) deve adottare tutte le misure necessarie secondo l’esperienza, applicabili secondo lo stato della tecnica e adeguate alle circostanze – ma anche committenti e progettisti hanno degli obblighi, perché accessi sicuri e protezioni anticaduta devono essere previsti già nella progettazione e nei bandi di appalto. La CFSL, la Commissione federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro, coordina l’esecuzione; le sue direttive concretizzano come le aziende devono organizzare la sicurezza, per esempio ricorrendo a specialisti della sicurezza sul lavoro. I lavoratori, dal canto loro, sono tenuti a seguire le istruzioni e a utilizzare i dispositivi di protezione.

Per il committente si aggiunge un ulteriore aspetto: chi fa equipaggiare un edificio con protezioni anticaduta permanenti resta responsabile della loro manutenzione in qualità di proprietario dell’opera. Se in un successivo intervento di manutenzione manca una possibilità di ancoraggio sicura, la responsabilità può ricadere su proprietario e progettista.

Cosa sono le regole vitali della Suva?

Le regole vitali della Suva sono regole di sicurezza specifiche per ogni settore che, in caso di violazione, esigono uno «stop» immediato; per i lavori su tetti e pareti impongono tra l’altro di mettere sistematicamente in sicurezza i bordi di caduta, di proteggere le aperture e le superfici non resistenti alla rottura e di interrompere i lavori in assenza di protezione finché il pericolo non è eliminato. Il principio è semplice: se una regola vitale viene violata, tutte le persone coinvolte dicono stop, il lavoro viene interrotto e riprende solo dopo l’eliminazione del pericolo. I superiori devono istruire e far rispettare le regole; i collaboratori devono poterle esigere senza temere svantaggi.

La Suva controlla i cantieri anche senza preavviso. In caso di gravi carenze può fermare immediatamente i lavori e, in caso di recidiva, aumentare i premi dell’azienda.

Quali sono le conseguenze di una protezione anticaduta mancante?

La mancanza di protezione anticaduta può comportare fermi di cantiere ordinati dalla Suva, aumenti dei premi, procedimenti penali e civili contro i responsabili e, nel peggiore dei casi, infortuni gravi o mortali – da anni le cadute dall’alto sono in Svizzera tra le cause più frequenti di infortuni professionali gravi nell’edilizia. Oltre alla sofferenza umana, i costi sono considerevoli: giorni di assenza, personale sostitutivo, ritardi nei lavori e conseguenze assicurative. Per i quadri dirigenti un infortunio da caduta può inoltre avere conseguenze penali per lesioni colpose o omicidio colposo.

Come supporta Riwega Swiss nell’attuazione?

Riwega Swiss GmbH supporta aziende, progettisti e proprietari con un assortimento completo di protezioni anticaduta – dai punti di ancoraggio permanenti e sistemi a fune della linea SafeGuard alla protezione laterale temporanea e alle reti di protezione, fino ai parapetti per tetti piani – e accompagna i progetti dalla progettazione al montaggio fino al controllo periodico. Che si tratti di messa in sicurezza temporanea durante la fase di costruzione o di equipaggiamento permanente per la manutenzione successiva: l’importante è che la misura sia adatta alla situazione e venga montata a norma. Il nostro team di Möhlin La consiglia volentieri nella scelta della soluzione adatta al Suo progetto.

Domande frequenti

La regola dei 2 metri vale anche per i lavori di breve durata?

Sì. L’obbligo di protezione anticaduta dipende dall’altezza di caduta e dal pericolo, non dalla durata del lavoro. Per lavori di breve durata e di entità limitata, a determinate condizioni l’assicurazione con fune e DPI anticaduta può sostituire la protezione collettiva – non è però consentito lavorare senza alcuna protezione.

Su un tetto piano serve sempre un parapetto?

Non necessariamente un parapetto, ma una protezione efficace: chi lavora in prossimità del bordo del tetto deve essere protetto da una protezione laterale, da sbarramenti a distanza sufficiente dal bordo o da dispositivi di ancoraggio con DPI anticaduta. Per i tetti piani frequentati regolarmente, le soluzioni permanenti come parapetti o sistemi a fune sono la variante più sostenibile.

Chi controlla il rispetto delle prescrizioni in cantiere?

In Svizzera è soprattutto la Suva che, in qualità di organo di esecuzione, controlla la sicurezza sul lavoro nei cantieri; la CFSL coordina l’esecuzione tra gli organi coinvolti. In caso di gravi carenze la Suva può fermare immediatamente i lavori e ordinare misure supplementari.

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